Non tutte le nuove tecnologie sono rispettose dell'uomo e dell'ambiente che a lui serve per vivere. L'Associazione Comitato a Tutela dei Diritti Imola, vuole riempire un vuoto di informazione, valutare le nuove scoperte e l'impatto che avranno sulla qualità della nostra vita, nonché eventuali rischi per la nostra salute ad esse connessi

giovedì 19 gennaio 2023

Le radio libere (Radio Logica Imola)


Le Radio libere vennero dopo la CB… qualcuno si divertiva già a trasmettere la sua musichetta nella sua zona ma solo per divertirsi! Poi, ad Imola, nacquero, nell’ordine, Radio Imola, Radio Logica, Radio Centrale.
Ci sono una miriade di problemi da risolvere per fare una radio libera… un’altra miriade per procurarsi le attrezzature e una terza miriade per sostenere tutti i costi.
Le antenne, ad esempio, sono speciali e studiate solo per una frequenza. Io mi sono procurato un’antenna di un’altra radio… l’ho smontata, ho misurato ogni componente, ho rifatto tutti i calcoli per poterla ricomporre sulla nostra frequenza d’onda. Una volta ricomposta l’antenna presa a campione, feci fare i componenti che servivano a noi e – ad un costo ridicolo - avevamo una serie di 4 antenne fatte apposta per noi in modo da “coprire“ tutte le direzioni.
L’insieme era definito Antenna collineare.
Il Filtro a cavità… era un piccolo componente non indifferente, poiché ogni variazione dimensionale del filtro corrisponde ad una variazione dell'induttanza o della capacità nel circuito! Il ricalcolo del filtro sulla nostra frequenza, mi costò una notte insonne. Tutte queste cose, furono costruite gratuitamente da una prestigiosa ditta imolese.
Gli studi interni: erano tutti anecoici per evitare che i rumori esterni potessero interferire con chi parlava dentro lo studio. Dentro gli studi, c’erano vari microfoni… per i Dj, per lo speaker del notiziario, per dibattiti politici, per eventuali ospiti, per mandare in onda la pubblicità o programmi preregistrati manualmente.
Era necessario un MIXER perché tutte le voci, pubblicità, musiche, etc, finivano nel mixer e potevano essere aumentate o diminuite di volume fino a zero, separatamente… Se qualcuno avesse parlato a sproposito, poteva essere zittito in un secondo… oppure se si voleva passare da un brano all’altro senza fare uno “stacco”, si alzava il volume di un brano abbassando l’altro.
Ma la Radio, trasmetteva tutto in MONOFONIA e per mandarla in STEREO, mancava l’ ENCODER. Ne feci uno io, piccolissimo usandoV meeter dismessi e lo schema elettrico di SANTA NUOVA ELETTRONICA!!! Spesi 60mila lire e funzionava meglio di un altro fatto in laboratorio al modico prezzo di 800 mila lire. Tutto era perfetto, ma c’era un’ultima cosa!!! …alcune pubblicità vanno in onda anche di notte! Chi resta sveglio a mettere in onda la pubblicità giusta al momento giusto­­?
Qui ci venne in aiuto l’informatica… bastava trasferire tutti gli “spot” pubblicitari sulla memoria del computer con giorno e orario di messa in onda.. il tutto era sfumato e la pubblicità partiva.
Ma il trasmettitore con le 4 antenne… era lontano… su una collina!!! Bastava un ponte radio da pochi watt e tutto funzionava.
Per me, fu un’esperienza indimenticabile… mi ritrovai amico, quasi padre di 3oo adolescenti dei quali conservo nomi ed indirizzi… ero il solo sempre disponibile e tutti si rivolgevano a me chiedendomi anche cose delle quali non avrebbero mai parlato in casa. Alcuni sono venuti in ferie in puglia con la vespa, alcuni sono medici, altri dirigono cooperative altri si sono persi ma li ricorderò sempre.
La nostra rete di ricerca pubblicitaria era efficiente e in grado di sostenerci. Proposi a radio Imola di unificarci per dar vita ad una emittente veramente grande ma una secca e deludente risposta, senza motivazione, segnò la fine di tutto.
Gian Franco Bonanni

giovedì 12 gennaio 2023

La “CB” cos’era?

Bisogna ritornare a mezzo secolo fa e rispolverare il “Baracchino”che altro non era che un piccolo rice - trasmettitore che si poteva montare nell’automobile… oppure usare in casa collegandolo ad una antenna fissata sul tetto.
Ognuno si sceglieva un nome… il mio era”Mister pipa” e tutti i ragazzi di Radio Logica mi chiamavano semplicemente “Pipa”.
IL “baracchino normale, poteva trasmettere con 2 Watt e su 12 canali diversi ma era possibile modificarlo sia aggiungendo canali nuovi per avere più canali liberi per non disturbarsi a vicenda.
Mettendo un amplificatore“lineare” che aumentava la potenza, si poteva farsi sentire da più lontano. A cosa serviva? Ogni sera, tutti erano in ascolto e si formavano gruppi dove ci si scambiavano informazioni, problemi tecnici, …si parlava della famiglia, delle ferie… tutto come in un grande Bar. Ogni tanto, qualcuno aveva problemi all’automobile… e subito altri andavano a soccorrerlo. Si organizzavano gare di caccia alla “volpe” dove si doveva trovare quello che si era nascosto senza dire dove…
Era nato anche il SER, Servizio Emergenza Radio per poter intervenire durante gravi eventi meteo, essere di supporto a gare sportive etc. Gli addetti al SER erano addestrati ed equipaggiati a spese proprie dagli attrezzi ai medicinali.
La CB (Citizen Band) …banda di frequenza cittadina, era un enorme gruppo di veri amici, sempre pronti ad aiutarsi reciprocamente o divertirsi insieme. Avvenne che l’amico “Eco due” si ammalò e morì. Un corteo di auto lo seguì da casa al cimitero, a passo d’uomo, con le antenne reclinate in avanti.
Negli anni”70 ci fu una crisi petrolifera… l’Austerity, con divieto di usare l’automobile ma nemmeno la crisi fermò l’uso del piccolo rice-trasmettitore. Moltissimi fecero lunghe passeggiate per Viale Dante o lungo il Santerno con la bicicletta a mano.
Bastava una valigetta, alloggiarvi dentro il “baracchino” una piccola batteria e fissare la valigetta al porta pacchi della bici. Con una piccola antenna, si poteva superare l’Austerity passeggiando.
A quell’epoca, io ero segretario del CIRCOLI ed organizzai un corso per RADIO AMATORI… insegnai telegrafia, scrissi un manuale di elettronica e lo spiegai e in tre riuscirono ad avere il patentino da radio amatore . Mia moglie stava per partorire a Castel San Pietro quando uscii dal CIRCOLI… chiamai mia mamma che mi disse che era nata una bambina!!! Misi in moto l’automobile, diedi tutta potenza al “lineare”da 200 Watt e diedi sfogo alla mia felicità .La propagazione ionosferica non è sempre uguale… a parità di potenza, si può arrivare più o meno lontano e in due mi risposero dal Canada.
La veloce diffusione della “CB” e la totale disinformazione, ha fatto sì che le istituzioni, lo avevano vietato e fu per questo che organizzai una dimostrazione, alla presenza di Polizia, Carabinieri e un giornalista. Li invitai su una altura, alzai una grande antenna e un gruppo di CB veri, si alternarono parlando – fra di loro - di vari argomenti fra i quali, un “carica batterie” che altro non era che un cenone collettivo. Tutti ascoltarono e si convinsero che i CB non erano assolutamente un rischio.
A quei tempi, non c'era ancora il G P S. e il “baracchino” serviva ad avere un indirizzo… ad informare gli amici o la famiglia di qualcosa, a dare o chiedere qualsiasi informazione utile.
Importantissime erano due cose: mettere l’antenna nel punto più alto possibile e avvalersi ove possibile del cielo sereno non nottate fredde e asciutte ad alta propagazione ionosferica. Spagna, Portogallo, Francia, Nazioni del Sud America, possono essere pronte a rispondere ad una chiamata. La diversità di linguaggio non è mai stata un problema !
Gian Franco Bonanni
Alleghiamo volentieri un link: Il linguaggio del "baracchino"



giovedì 29 dicembre 2022

PALMIRO TOGLIATTI

La  mattina del 14 luglio, l’attentatore, lo studente Antonio Pallante, era seduto sulla bici, con la pistola in tasca, aspettando Togliatti in Via della Missione, vicino all’uscita secondaria di Montecitorio, dalla quale Togliatti era solito uscire.

Alle 11,45, Nilde Iotti e Togliatti uscirono dal palazzo insieme.

Antonio Pallante, prese in mano la pistola e si diede alla fuga sparando tre colpi che andarono a segno.

Palmiro Michele Nicola Togliatti è stato un politico, giornalista ed economista italiano, tra i più influenti e popolari dirigenti comunisti mondiali, che guidò il Partito Comunista d'Italia dagli anni '20 agli anni '60, Morì per un'emorragia cerebrale all'età di 71anni.

AI funerale di Togliatti - Si poteva notare il composto dolore di Nilde Iotti che aveva al fianco l'adorata figlia adottiva Marisa Malagoli, era presente anche Luigi Longo, già diventato praticamente, per successione, segretario generale del PCI. Stringeva nelle mani, senza mai abbandonarla, la sua borsa di pelle scura che conteneva i fogli manoscritti del famoso memoriale, il testamento politico di Togliatti che forse qualcuno sarebbe stato interessato ad occultare.

Togliatti rischiò di morire dissanguato nell'attesa dell'ambulanza e infine fu operato dal chirurgo Pietro Valdoni per farsi estrarre i due proiettili dal corpo e sopravvivere.

Valdoni - forse  scambiato per l’attentatore, fu immediatamente arrestato dopo l’attentato  dai carabinieri di Montecitorio a quali non oppose resistenza,

Nilde Iotti


Nilde Iotti venne a contatto col partito comunista nel 1943 e iniziò a collaborare con loro. Fu staffetta partigiana e porta volantini, viveri, medicine e calze di lana con la sua bicicletta. Partecipò attivamente alla lotta di Liberazione attraverso i Gruppi di difesa della donna e nel 1945 l'UDI (Unione Donne Italiane) e le fu affidato anche l'incarico di indagare sulle condizioni delle famiglie più bisognose.

Nilde Iotti, all'anagrafe Leonilde Iotti, è stata una politica italiana. Fu la prima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprire la terza carica dello Stato, la presidenza della Camera dei deputati, incarico che detenne dal 20 giugno 1979 al 22 aprile 1992, diventando la presidente della Camera rimasta in carica più a lungo in assoluto nella storia della Repubblica Italiana, per ben 12 anni e 307 giorni.

Correva l'anno 1945 quando l'Italia raggiunse il suffragio femminile: il diritto al voto anche per le donne. Il 30 gennaio 1945, infatti, tra gli argomenti in discussione presso il Consiglio dei ministri ci fu anche la questione del voto alle donne e la maggioranza delle forze politiche si espresse favorevolmente all'estensione. Anche di questo le donne lo devono a Nilde Iotti che fu la prima a far notare a Togliatti che la nascente Costituzione era incompleta! 

Nilde Iotti  disse: Non è giusto e mi dà un senso di angoscia per il nostro futuro vedere che chi difende i propri  diritti sia sbeffeggiato ma questa Repubblica si può salvare!  

Forse l’Italia ha avuto due politici irripetibili non tanto nel partito quanto nell’anima. Loro davano tutto cercando di dare sempre di più e meglio. Non avevano bisogno di insultare o screditare nessuno…i voti arrivavano da soli e questa è la vera forza di un partito ma solo tre mesi dopo, l’Italia precipitava verso la guerra civile.

L'attentato a Palmiro Togliatti

Erano passati tre mesi dalle prime elezioni politiche e la Democrazia Cristiana aveva sconfitto comunisti e socialisti. La campagna elettorale era stata violenta e aveva alimentato divisioni e paure. Un anno dopo Pallante fu processato per tentato omicidio volontario. Pallante scontò cinque anni e 3 mesi di carcere, grazie ad una riduzione della pena e un'amnistia nel 1953.

Quando arrivò l'attentato a Togliatti nelle piazze incandescenti si riaccese il timore di una guerra civile. Una sola notizia riusciva a distrarre gli italiani dalle ansie politiche. Ed era l'impresa di Gino Bartali che al Giro di Francia – DOVEVA VINCERE!!!

La notizia dell'attentato è giunta anche in Francia e ha sorpreso la carovana del Tour durante una giornata di riposo. Nel tardo pomeriggio, mentre il paese precipita nel caos c’è un episodio - che secondo alcuni- spiega l'incredibile epilogo della tappa del giorno dopo: si dice che il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi abbia telefonato a Bartali chiedendogli un'impresa per 'distrarre' l'opinione pubblica.

Secondo gli studiosi, sarebbero almeno ottocento le persone a cui il fuoriclasse toscano contribuì a salvare la vita mettendo la sua bicicletta al servizio della rete di sicurezza imbastita dall'arcivescovo di Firenze Elia Angelo Dalla Costa e dal rabbino Nathan Cassuto, per conto dei quali Bartali trasportò documenti, fotografie e lettere dell'organizzazione clandestina di resistenza all' Olocausto inserendoli nel telaio della sua bicicletta; data la sua notorietà, Bartali non venne mai controllato ma rischiò la vita!!

Gian Franco Bonanni

Nilde Iotti e Palmiro Togliatti


giovedì 22 dicembre 2022

Buon Natale dal Comitato a Tutela dei Diritti Imola

Il Comitato a Tutela dei Diritti Imola ringrazia tutti i visitatori per il loro costante interesse manifestato nei nostri confronti, da ogni parte del mondo.

Nell'occasione auguriamo Buon Natale e buone feste.

Gian Franco Bonanni