Non tutte le nuove tecnologie sono rispettose dell'uomo e dell'ambiente che a lui serve per vivere. L'Associazione Comitato a Tutela dei Diritti Imola, vuole riempire un vuoto di informazione, valutare le nuove scoperte e l'impatto che avranno sulla qualità della nostra vita, nonché eventuali rischi per la nostra salute ad esse connessi

lunedì 21 dicembre 2020

RITORNIAMO ALL’AUTO ELETTRICA che alla luce di nuove considerazioni, SEMPLICEMENTE NON SERVE!

Già 60 anni fa, quando andavo ancora a scuola all’I. T. I. di Forlì mi feci la domanda: - “Ma se l’idrogeno è un combustibile e l’ossigeno è un comburente, perchè non facciamo l’elettrolisi dell’acqua e alimentiamo tutto ad idrogeno? Ma occorreva energia elettrica che a quei tempi, si produceva solo bruciando carburanti tradizionali e il costo del procedimento, sarebbe stato superiore al beneficio ottenuto. La stessa idea, l’hanno avuta altri che – fatta una verifica “costi-ricavi” - sono giunti alle stesse conclusioni. Ora c’è un fotovoltaico ad alto rendimento e a prezzo accessibile e una durata di trenta anni e la vecchia idea è diventata praticabile e redditizia. Ma andiamo con ordine… la formula chimica dell’acqua è H2O ovvero 2 atomi di idrogeno e uno di ossigeno formano una molecola di acqua che bisogna “aprire” con un procedimento di elettrolisi per avere ossigeno da una parte e idrogeno dall’altra. L’acqua pura è un isolante elettrico perciò bisogna aggiungere un po' di sale per renderla conduttrice poi bisogna immergere due elettrodi alimentati da fotovoltaico. Al polo positivo, detto Anodo, si svilupperà ossigeno e al negativo, detto Catodo, si svilupperà idrogeno.


I due gas, possono essere messi in bombole e usati separatamente: l’idrogeno come combustibile a zero emissioni su tutti i mezzi muniti da motore a scoppio…anche una vecchia Balilla sarebbe ecologica senza marmitta catalitica!

L’ossigeno potrebbe essere usato negli ospedali, per le immersioni dei sommozzatori, nelle abitazioni per ossigenarsi meglio durante il sonno.

Fatto l’impianto fotovoltaico, il tutto sarebbe a costo zero per circa 30 anni…senza auto elettriche, senza petroliere, senza oleodotti, senza inquinanti raffinerie. E le “sette sorelle”, le Multinazionali che da un secolo controllano il mercato mondiale del petrolio, potrebbero dedicarsi ad altro…ci sarebbe tanto da fare per sistemare i danni fatti fino ad oggi!!!

Questo porta a pensare che consumismo sfrenato e produttività spinta all’estremo nell’ottica solo del maggior profitto, stanno distruggendo il pianeta mettendo a rischio l’Umanità intera sacrificandola sull’altare del P.I.L.

Gian Franco Bonanni




martedì 15 dicembre 2020

11 dicembre - Una dedica speciale di Anna e Alessandro ai bambini della Neuropsichiatria: i regali del loro matrimonio si trasformano in una generosa donazione

L'Associazione Comitato a Tutela dei Diritti Imola è lieta di condividere una buona notizia. Se è vero che la rabbia, la tensione e la maleducazione creano danni e problemi, anche solidarietà e gratuità influenzano positivamente la cultura nella quale viviamo. Facciamoci contagiare. 

(Fonte articolo Ausl Imola)

Le donazioni regalano sempre delle forti emozioni e il gesto dei novelli sposi (anche se è passato qualche mese dal fatidico si) Anna Leggieri e Alessandro Betti ha colto nel segno.
Il loro giorno speciale lo hanno festeggiato facendo un regalo all’intera comunità: con i doni ricevuti hanno acquistato del materiale utile ai bambini del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Usl di Imola.
“Abbiamo pensato che fosse il modo migliore per celebrare la nostra indimenticabile giornata: aiutare gli altri, soprattutto i bambini” – hanno spiegato i due sposi.
E oggi Anna e Alessandro hanno consegnato i loro doni. Una vera sorpresa di Natale.

“Ringraziamo questa fantastica coppia perla loro grande generosità – ha commentato Giulia Suzzi coordinatrice della Neuropsichiatria infantile - in un anno così impegnativo il valore di questa donazione è ancora maggiore perché ci ha permesso di acquistare materiale riabilitativo sanificabile in sostituzione e integrazione di oggetti precedentemente in uso. Abbiamo potuto inoltre acquisire nuovi test diagnostici che nel nostro campo si evolvono rapidamente e ci consentono un miglior inquadramento clinico per i nostri piccoli pazienti.”

Soddisfazione espressa da Elisabetta Zucchini, la responsabile facente funzione del Servizio:
“ è sempre una grande soddisfazione quando le persone del nostro territorio ci aiutano. è un segnale e un riconoscimento importante per tutti noi. Grazie davvero a nome di tutti gli
operatori e di tutti i bambini che ne beneficeranno”.


Nella foto da sx.
Giulia Suzzi, coordinatrice Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza Ausl Imola.
Anna Leggieri. Alessandro Betti.
Elisabetta Zucchini, Responsabile facente funzione Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza Ausl Imola


lunedì 14 dicembre 2020

PASSATO. PRESENTE. FUTURO.

Credo che l’Umanità non sia mai stata governata saggiamente, con lungimiranza e rispetto verso il pianeta che ci ospita e verso i popoli che lo abitano. A scuola, ci hanno indottrinato sulla grandezza di Roma e del suo Impero…ma questa gloriosa epopea, quanto è costata a tutti i popoli che hanno avuto la sfortuna di vivere nel suo raggio d’azione? Gente che se ne stava tranquilla nella sua terra, è stata assalita, decimata, spogliata delle sue cose, della sua dignità e ridotta in schiavitù. 

Migliaia libri di storia trattano la civiltà Romana ma nemmeno uno tratta la sua barbarie!
I gladiatori – prigionieri di guerra – erano mandati a combattere fra di loro fino alla morte nel Colosseo per puro sollazzo del popolo romano e dell’imperatore che dovevano omaggiare prima di combattere! “Ave Cæsar… morituri te salutant”!
Con che diritto – i Romani - volevano possedere e comandare tutto e tutti?
E con che diritto l’Impero Britannico governava i tre quarti di tutte le terre emerse arrogandosi anche il diritto della tratta degli schiavi dall’Africa?
Perfino gli attuali U.S.A. erano inglesi! La popolazione era oberata di tasse al punto tale che si ribellò quando arrivò una nuova tassa…piccola piccola, sul sale da cucina! La goccia fece traboccare il vaso e la guerra che ne seguì, finì con la “cacciata” degli inglesi!
Potrei scrivere una enciclopedia di oscenità degne di Hitler citando popoli massacrati in religioso silenzio e massacratori di popoli con fulgide aureole di gloria!

giovedì 10 dicembre 2020

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI 2020

Messaggio del Segretario Generale per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2020

“SOSTENERE I DIRITTI UMANI PER UNA RIPRESA MIGLIORE”
10 dicembre 2020

La pandemia del COVID-19 ha rafforzato due verità fondamentali sui diritti umani.
Innanzitutto, le violazioni dei diritti umani danneggiano noi tutti.
Il COVID-19 ha avuto un impatto sproporzionato su gruppi vulnerabili quali lavoratori in prima linea, persone con disabilità, anziani, donne e ragazze, minoranze.
Il virus ha accentuato povertà, disuguaglianza, discriminazione; la distruzione del nostro ambiente naturale e le lacune nella tutela dei diritti umani hanno creato fragilità enormi nelle nostre società.
Al tempo stesso, la pandemia minaccia i diritti umani, fornendo il pretesto per sproporzionate risposte di sicurezza e misure repressive che riducono spazio civico e libertà di informazione.
La seconda verità evidenziata dalla pandemia è che i diritti umani sono universali e proteggono tutti noi.
Una risposta effettiva alla pandemia deve fondarsi su solidarietà e cooperazione.
Approcci divisivi, autoritarismo e nazionalismo non hanno alcun senso contro una minaccia globale.
Le persone e i loro diritti devono essere al centro delle risposte e della ripresa. Occorrono quadri di riferimento universali come la copertura sanitaria per tutti per sconfiggere questa pandemia e tutelarci per il futuro.
La mia richiesta di Azione per i diritti umani scandisce il ruolo centrale dei diritti umani nella risposta alle crisi, per l’uguaglianza di genere, la partecipazione pubblica, la giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile.
In questa Giornata e ogni giorno, poniamo i diritti umani al centro della nostra azione collettiva per recuperare dalla pandemia del COVID-19 e costruire un futuro migliore per tutti.



Testo in italiano disponibile cliccando sull'icona "sottotitoli", in basso a destra.

martedì 3 novembre 2020

La Signora Rosa Dal Pozzo dona 15mila euro alla Casa della Salute di Castel San Pietro Terme

Il Comitato a tutela dei diritti è lieto di condividere questa notizia. Una ventata d'aria fresca, una donazione utile, un progetto portato a termine.

30 ottobre 2020 -Un dono per tutta la comunità, perché del WiFi gratuito alla Casa della Salute di Castel San Pietro potranno usufruire tutti i pazienti e i visitatori della struttura, ma soprattutto un supporto fondamentale per la tecnologia sanitaria.

Grazie all’aggiornamento tecnologico della rete saranno infatti supportati servizi essenziali come le cartelle cliniche informatizzate nei reparti OSCO (compreso quello del 4° piano in fase finale di ristrutturazione e che da metà novembre sarà aperto per garantire il deflusso dei pazienti post acuti dall’Ospedale di Imola), per future attività di telemedicina e teleconsulto, per garantire ai pazienti di poter effettuare videochiamate ai propri famigliari e, in genere, per tutte le crescenti attività on line dei professionisti sanitari.
“Una necessità a cui non si sarebbe potuto dare risposta senza la grande generosità di Rosa Dal Pozzo – spiega la responsabile delle Case della Salute Sabrina Gabrielli – che ci ha contattati la primavera scorsa per esprimerci la volontà di donare alla Casa della Salute del proprio territorio una somma importante da destinare ad un progetto che ritenessimo davvero fondamentale. Così, insieme ai nostri tecnici, le abbiamo proposto questo progetto di cablaggio della nostra struttura sanitaria che da tanto attendavamo di poter realizzare. A nome della direzione generale e della nostra comunità professionale ringraziamo Rosa per quanto ha fatto”




venerdì 4 settembre 2020

Deserto del Sahara: la soluzione che risolve molti problemi

Ibrahim, l’uomo che coltiva il deserto

Navigando in internet, ci si imbatte in numerosi link che riportano quanto segue:
-- 10 modi per coltivare nel deserto. 
-- Come trasformare il deserto in paradiso.
-- Coltivare nel deserto.
-- Orti nel deserto con acqua di mare e sole.
-- Cibo ed energia pulita dal deserto.
-- Sahara Forest Project: acqua, cibo ed energia pulita dal deserto.
-- Un progetto piemontese per coltivare nel deserto.
-- Una via alla rivegetazione del deserto.
-- Un esempio di agricoltura biodinamica nel deserto.
-- Dalle mucche a spreco zero al campo nel deserto, storie biodinamiche.

Si potrebbe continuare perchè ci sono decine di link simili ai dieci elencati.
Non è un mistero che Israele abbia rese produttive zone desertiche da decenni e non è nemmeno un mistero che gli Emirati Arabi stiano attuando un grande progetto di recupero in zone desertiche.
Ricchi come sono, non ne avrebbero nemmeno bisogno ma il loro petrolio non durerà in eterno e loro lo sanno!
La soluzione al problema dell’immigrazione, c’è…è a portata di mano a costi molto inferiori dell’attuale “porte aperte”…anche L’Europa si libererebbe di un annoso problema e potrebbe sostenerlo politicamente.
Immaginiamo il blocco degli sbarchi e l’accoglienza in una zona da “riconvertire” dove la gente sarebbe decentemente ospitata e assistita in cambio del suo lavoro.
La natura è lenta a recepire i cambiamenti ma nel volgere di 5 anni, si vedrebbero i primi risultati…e dopo 10 i primi benefici. I nuovi villaggi…le nuove piccole città, diventerebbero via via più autonomi, più autosufficienti anche energicamente perché il sole non manca di certo. Anche per le nazioni europee potrebbero esserci vantaggi economici contribuendo a fornire la tecnologia necessaria.
L’ambiente ne trarrebbe vantaggio perché le nuove aree verdi produrrebbero ossigeno…i nuovi “microclima” produrrebbero piogge dove ora non piove mai.
Perfino il riscaldamento globale sarebbe rallentato da una riconversione delle zone desertiche!
Certo occorrerebbe tempo ma…quanto ne abbiamo perduto facendo nulla?
Poi il Sahara è grande…una volta avviato, il procedimento potrebbe continuare autofinanziandosi.
Tecnicamente è già dimostrato che è possibile a costi accessibili.
Voi cosa ne pensate? 
Avete altre soluzioni che risolvano il problema?

I would like this idea to be spread all over the world... 
I would like everyone to collaborate to solve the problems of humanity and be able to live in a better world
Gian Franco Bonanni

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venerdì 31 luglio 2020

IL RITORNO ALLA NORMALITÀ.

In alcune nazioni, la pandemia è in forte diminuzione ma in altre imperversa ancora .Ė presumibile che – prima o poi – si trovi il modo di farla regredire fino a sparire e che si possa ritornare tutti alla normalità… ma quale “normalità”? Ė mia opinione che il concetto di “normalità” sia cambiato in modo irreversibile… il distanziamento sociale imposto per mesi, lascerà il segno…  Alcune “regole” imposte oggi, rimarranno anche dopo… spariranno i cassieri dalle Banche… il “contante” diventerà sempre più un ricordo e gli anziani si sentiranno sempre più emarginati in un mondo totalmente digitalizzato.  

L’insicurezza derivante dalla precarietà del lavoro e dalle ristrettezze economiche, frenando nascite e consumi, porterà anche a spendere meno e meglio… ottimizzando l’uso delle scarse risorse ancora disponibili sul pianeta.

Le “materie prime” stanno esaurendosi… alcune nazioni – Cina in testa – si sono assicurate lo sfruttamento delle risorse africane ma ben 14 minerali essenziali per lo sviluppo della nostra società saranno un ricordo entro i prossimi 20…40 anni. Dopo quanto scritto sull'auto elettrica, quale dovrebbe essere o potrebbe essere l’auto del futuro?

Il così detto “riciclo” delle materie prime, NON ESISTE!  Un’automobile vecchia contiene  acciaio di diversi tipi, alluminio, ghisa, rame, plastica, gomma, vetro, piombo, tessuti dei sedili… ed altro ancora nel condizionatore e nelle schede elettroniche… ma quando un SUV di 14 quintali esce dalla pressa trasformato in un CUBO di meno di 70 cm. di lato, come si separa quello che servirebbe da quello che non serve?

Bisognerà cambiare radicalmente il sistema: smontare l’auto, separare i vari materiali da recuperare ma – anche così facendo – non avete un’idea di quanta energia occorra per rifondere i metalli e trasformarli in barre… tubi… o lamiera!

E nemmeno avete idea della quantità e tossicità dei gas prodotti e delle migliaia di tonnellate di acqua inquinata… peggio dell’I.L.V.A. di Taranto!  E' pur vero che i gas si possono “filtrare” e l’acqua si può “ripulire” e riutilizzare ma tutto comporta alti costi che si rifletteranno sul prezzo dell’automobile nuova!

Detto ciò, qual è l’auto da comprare? Credo che un concetto – molto italiano- dell’automobile “status symbol” che sgommi quando vede il verde… vada rivisto a vantaggio dell’automobile che soddisfi i bisogni reali del lavoro e della famiglia inquinando il meno possibile ovvero consumando il meno possibile perché è il carburante che inquina! Quasi tutte le famiglie hanno due automobili: una per fare la spesa, portare i bambini a scuola e altri piccoli spostamenti giornalieri e una automobile più grande per viaggi lunghi o ferie.

Ma andiamo con ordine: una indagine retrospettiva sull'evoluzione dell’automobile nell'ultimo mezzo secolo, evidenzia in modo inconfutabile come tante buone soluzioni siano state sacrificate nell'interesse dei produttori di auto.  Tutti i brevetti di Idee e dispositivi finalizzati a ridurre i consumi e ad allungare la vita dell’automobile, sono stati comprati e messi sotto chiave perché maggior durata e minor consumo, sono nemici del consumismo !

Un esempio: le candele che vedete, io le ho usate sulla mia FIAT 127 nuova: hanno fatto 165 mila chilometri: sono ancora perfette e consumavo oltre il 10% di GPL in meno!  Dieci anni dopo, volevo montare candele simili nella FIAT RITMO nuova ma… avevano già smesso di produrle… perché si consumava di meno e non si vendevano più altre candele!

Altro esempio: nella mia Mercedes dell’89 c’è il “consumometro”: è uno strumentino piccolo che costa pochi euro e misura il consumo istantaneo.    Ė utilissimo per capire se usiamo la “marcia” giusta… e per vedere la differenza di consumo quando si passa a una velocità maggiore.  Tutti i motori hanno un “numero giri” di massimo rendimento e – superare quel numero giri per fare anche solo 5 Km all'ora in più -  comporta un grande aumento del consumo che – se segnalato – consente di decidere se ne vale la pena!  Perché uno strumento tanto utile e che non può rompersi mai non è su tutte le auto???   Il consumo di una automobile oltre che dipendere dallo sfruttamento ottimale dei giri del motore, dipende dalla resistenza alla penetrazione dell’aria: la cura dell’aerodinamica, è fondamentale.   Alcuni costosissimi specchioni retrovisori, sono veri “freni a mano”!  La resistenza alla penetrazione dell’aria, varia col “quadrato della velocità” … vi do l’idea del variare dei consumi in base alla velocità.

Se a 130 Km/h il consumo è “169”--- a 120 Km/h è “144 ---a 110 Km/h è “122”---a 100 Km/h è “100” --- a 90 Km/h, il consumo è “81”, un po’ meno delle metà di quello che consuma andando ai 130 Km/h

Credo che l’umanità sia giunta ad un bivio che impone scelte prioritarie pena un disastroso tracollo, generale e irreversibile entro poche decine di anni.

  • Usare carburanti che inquinano il meno possibile:  Metano / G.P.L. 
  • Aprire i cassetti che nascondono i brevetti nascosti finalizzati a ridurre i consumi e ottimizzare l’aerodinamica.
  • Eliminare i motori a due tempi perché bruciano anche olio che inquina.
  • Puntare sull'affidabilità e la durata del mezzo perché il riciclaggio costa e inquina.
  • Affidabilità del mezzo, minima e facile manutenzione! Ai primi del ‘900, fu organizzato il “Raid Parigi – Pechino” che venne percorso con le auto di allora e quasi tutti ci riuscirono ma quale tipo di auto nuova credete che ci riuscirebbe oggi? Su alcune auto, è già un problema la sostituzione di una lampadina in un fanale e… in molti Paesi, dove trovereste un’officina coi ricambi e il software della vostra “elettronica di bordo”?
  • Le nuove auto e moto dovranno tener conto del dissesto di molte strade italiane non solo per dare un maggiore comfort ma anche per ragioni di sicurezza.
  • Dispositivi di sicurezza: un G-P.S. di bordo - da aggiornare ad ogni revisione – agendo sul motore, impedirebbe di “sforare” i limiti di velocità proteggendo anche chi ha bevuto un po’ troppo, chi guida sotto l’effetto di droghe evitando anche contravvenzioni e ritiro di patente.  Certo si rinuncerebbe a quello che non serve ma è il solo modo per poter continuare ad avere tutto quello che serve realmente nell'ambito si uno sviluppo sostenibile, migliorando l’ambiente, salvando più vite e spendendo di meno.

I nostri nonni, lavoravano rispettando i concetti di affidabilità, durata del mezzo e consumo… proprio quello che serve oggi e dall'immagine che allego, non lavoravano poi tanto male!  L’auto che vedete, se equipaggiata con 60 litri di GPL, potrebbe andare da Vipiteno a Reggio Calabria senza soste a 100 Km/h!

Gian Franco Bonanni




venerdì 29 maggio 2020

Darfur. L'umanità negata

Fonte articolo, Sabato Sera del 23 febbraio 2008

In molte parti del mondo, esistevano ed esistono tutt'oggi situazioni intollerabili vergognosamente tollerate in completo disprezzo dei più elementari diritti umani. Quanto vi scrivo ora, riguarda un mio amico di gioventù… vissuto e morto per difendere il diritto di vivere da uomo libero.

Caro direttore,
da anni il governo di Khartoum (Sudan) perseguita gli abitanti della sua stessa nazione perché non sono musulmani. In minimissima parte sono cattolici, il 5% forse, ma la rimanenza è solo ancorata a vecchie credenze e religioni tribali. Da Karthoum partono regolarmente plotoni di «esecutori» ben armati con il compito di risolvere il problema alla radice: di ammazzare tutti quelli che trovano. L’Onu stima, molto al ribasso, che siano state uccise già oltre 70.000 persone. Un mio amico che ha operato in Darfur, una regione nel sud del Sudan, mi diceva che la cifra va moltiplicata almeno per dieci. La Cina ha importanti accordi col Sudan: importa petrolio a prezzo di favore ed esporta in Sudan le armi che uccidono in Darfur. La Cina ha diritto di veto all’Onu e impedisce ogni delibera tesa a ristabilire la pace e l’ordine in quella regione. Per questa ragione si è dimesso il responsabile generale dell’organizzazione dei Giochi olimpici in Cina. Io, piccolo presidente di un’associazione di volontariato imolese, dico che non è giusto: nessun Paese può inseguire il suo miglioramento economico fondandolo sullo sterminio di massa di popoli innocenti perché, al di là del come vivere, il vivere stesso è il bene primario da difendere sempre, ovunque, comunque e con ogni mezzo! Vorrei che le associazioni facessero proprio il concetto che ho appena espresso. Vorrei che il volontariato facesse quello che nessun Governo può fare: propaganda di boicottaggio ai prodotti «Made in China» finché la Cina non recederà da tale comportamento. Proporrò di anda-re davanti l’ambasciata e i consolati cinesi, col camper, a distribuire volantini e fare banchetti in piazza, anche da soli! Allego l’ultima lettera inviatami dal mio amico: era a scuola con me quando andavo all’Istituto tecnico di Forlì. Prendemmo il diploma nello stesso anno, poi lo persi di vista per molto tempo, finché lo rividi casualmente sei anni fa. La sua vita non è stata molto felice: un matrimonio fallito quasi subito, un’unica figlia morta pochi anni fa in un incidente causato da un impunito pirata della strada, un grande amore per una donna che, al momento di decidere, non se l’è sentita di vivere una vita diversa… E’ tornato nel Darfur e non ho più sue notizie. Questa è la sua ultima lettera: forse lui busserà anche alla porta del vostro cuore. Lasciatelo entrare, lasciatelo vivere anche dentro di voi perché è un vero amico, uno di quelli che non vi tradirà mai!
Gian Franco Bonanni

Caro Gian Franco,
sto per ripartire: di tanto in tanto torno in Italia per regalare un fiore a mia figlia, poi me ne vado subito perché l’Inferno mi aspetta. Ormai non posso più separarmi dalle 900 anime dannate che si ostinano a vivere in quell’inferno… faccio parte di loro o loro fanno parte di me. Il Darfur è grande quasi due volte l’Italia ed ogni giorno la Morte lo percorre a cavallo o con le Jepp: vengono da est i sicari Janjaweed mandati da Khartoum. Un centinaio di Km a nord-ovest di Al Fâshir c’era un villaggio senza nome e loro vennero: uccisero, violentarono, massacrarono oltre 600 persone. Quando arrivai, trovai una decina di sopravvissuti feriti, disidratati e senza viveri. Decisi di fermarmi lì! Avevo con me un ragazzo egiziano che faceva da interprete: parlai loro, li curai come potevo e, con gli attrezzi che avevo nel furgone iniziammo a lavorare. Quasi ogni giorno arrivava qualcuno, feci un progetto, lo modificai mille volte e da allora a tutti è dato un compito che rispetta le tre priorità di sopravvivenza. Acqua e cibo, addestramento e organizzazione difesa, ricerca di materiali utili ai nostri fini. Il villaggio è ancora senza nome, ma ora siamo 900: abbiamo una piccola cucina che lavora 24 ore al giorno e si mangia a turni, abbiamo chi pompa acqua 24 ore al giorno, abbiamo difese esterne ed interne al recinto, trappole di ogni tipo, qualche arma e un piccolo «esercito» addestrato a colpire senza farsi vedere. Un piccolo gruppo elettrogeno e 20 pannellini fotovoltaici ci garantiscono 3 Kw di energia… tre Watt a persona. Abbiamo sei frigoriferi, un proiettore Tv con parabola, quattro lampade notturne agli angoli della recinzione e una piccola rete telefonica interrata che collega i punti di vedetta. Ci sono anche quattro fari sulle torrette ma, quando vengono accesi si toglie energia a tutto il resto. Tu hai almeno 3.000 Watt in casa. Anch’io ne ho 3.000, ma devo farli bastare ad una famiglia numerosa! Un nostro deputato è pagato 20 mila euro al mese. Con quella cifra cambierei la vita a 900 persone: si sentirebbero ricchi se, tutti insieme, «valessero» quanto il più stupido dei nostri eletti! Mi ha sorpreso, e stupirebbe anche te, il rendersi conto che qui la gente è felice: hanno un compito, una piccola speranza, un fine da condividere. Non si mangia molto: siamo in prima linea e gli aiuti arrivano di rado. Abbiamo seminato grano, patate e ortaggi vicino ad un ruscello. Raramente c’è un po’ di carne, ma ci si abitua a vivere con poco. Sah gen ayn… in un loro dialetto, il «Padre che fuma». Sentirmi amato da loro, mi da una forza che mai avrei pensato di avere. Il mio, il vostro vecchio e falso mondo intriso di falsi problemi, falsi valori, falsi idoli, arrivismo, consumismo, nepotismo. L’ipocrisia fatta stile di vita. L’onestà barattata per una fetta di putrido potere. Tutto questo è molto lontano ormai. Politici corrotti col loro ossequioso seguito di portaborse, tuttologi, avvocati, notai, magistrati e giornalisti conniventi, calciatori e veline. Nemmeno mafiosi e spacciatori sopravviverebbero un giorno qui! Ogni giorno controllo i lavori in essere, risolvo qualche problema, insegno come riparare le cose, vedo cosa è possibile fare di utile col materiale recuperato in giro: nulla va sprecato, nemmeno un pezzo di lamiera, una preziosa bottiglia di plastica, un bossolo vuoto!Con la pace che ho dentro, la mia mente è libera di vedere e capire, di pensare e prevedere. Il mio sogno è una scuola e forse avremo due insegnanti inglesi da novembre. Qui non si può mandare un figlio a scuola per vent’anni perché il suo lavoro serve prima. Bisogna concentrare, in pochi anni, l’insegnamento di tutto quello che occorre nella vita: lingua comune, leggere e scrivere, nozioni tecniche, regole di vita… devono essere uomini a dieci anni. C’è una collinetta di 30 metri vicino al mio inferno e proprio sulla cima, una grande roccia. Dopo il tramonto, vado a sedermi con la schiena appoggiata a quel grande masso e suono la mia armonica. Il silenzio africano è magico: le note scivolano lontano senza attenuarsi, entrano nel grande recinto e nel cuore di ognuno. Le vedette salutano col tamburo e qualche donna canta incomprensibili dialetti sulle note di Bob Dylan: sono momenti magici quando ognuno è parte del tutto! Amavo veramente una donna ma lei non era ancora «pronta»: nel dolore e nella solitudine, ho trovato lo stimolo per andarmene. E’ grazie a lei che sono arrivato fin qua e sono felice. Quanto durerà? Qui nessuno muore di vecchiaia. E mentre l’Italia si immerge nel gossip, discute l’ultima cazzata del Governo, il bullismo, le maestre pedofile o ammira le nuove tette di inutili pseudo-famose, qui il plotone di assassini inviato per massacrarci forse sta già muovendo verso di noi. Ma un solo giorno, vissuto qui, può dare un senso nuovo ad un’intera vita. Quando accadrà, perché accadrà, non ci saranno gesta eroiche. Semplicemente ci difenderemo col coraggio di chi non ha nulla da perdere. Ma se dovessimo soccombere, la notizia non arriverà nemmeno in Italia. Forse qualcuno, alle Nazioni Unite, proporrà di inviare una diplomatica, vibrata e inutile protesta al governo di Khartoum! Perché salvare dei poveracci che, da vivi, continuerebbero a mangiare? Con te, sfondo una porta aperta: ricordi? Anch’io sono nato a Faenza e anch’io ho avuto il grande Gino Docci come insegnante di lettere, lo stesso che ha formato te. Ti auguro di scoprire il vero senso della vita e di viverla conformemente ad esso: proverai quella sensazione di pienezza interiore che solo l’essere in armonia con l’Universo può dare.

La vita è solo… 
Sospiro, batter di ciglia, 
lacrima che scende, 
palpito di un cuore, 
breve luce di lampo, 
cader di foglia, 
trillo di uccello. 
Piccolo fuoco fatuo 
nell’infinito eterno. 

Questo sarà il mio ultimo viaggio: ai margini della vita, se ne sente il palpito, si avvertono sensazioni, sento che sta per accadere qualcosa e questa volta io morirò. Ti auguro di essere felice, pienamente, totalmente, come me. Fra un anno o un milione di anni ci rivedremo perché il nostro Spirito non morirà mai. Ad allora amico mio.

f.g.m.


venerdì 22 maggio 2020

LA FUNZIONE SOCIALE DEL LADRO NEL VENTESIMO SECOLO.


Mio padre era Carabiniere…un suo fratello e un nipote pure…un altro fratello era Poliziotto…
Di pomeriggio, a me piaceva, quando potevo, andare nella sala mensa della Caserma a giocare a “Scala 40” con loro…erano tutti lì, “a disposizione”, pronti a schizzare via in caso di bisogno…e un giorno, arrivò una telefonata di un tizio che -  tornando a casa -  s’era accorto che dentro c’era qualcuno.
Mio padre era già partito…convinse l’intruso a svuotare le tasche e a lasciarsi ammanettare -  era molto persuasivo! – Poi lo face salire in treno e lo consegnò al carcere di Bologna previa stesura di un breve “rapporto” sull’accaduto.
Ritornando in Caserma, passò davanti al Bar Bologna e…il ladro – sorridente – era comodamente seduto a tavolino per “farsi” un caffè!
Censuro le caleidoscopiche esternazioni di un pluri-decorato all’indirizzo di un Magistrato dai banchi di scuola al tronetto dell’ufficio senza nemmeno un’ora di esperienza “sul campo”! …un’ora dopo, la sua domanda di pensione, era già stata scritta, firmata e consegnata al Maresciallo.
Da allora, molte cose sono cambiate…oggi abbiamo il P.I.L…abbiamo lo “spread” siamo “in Europa” e in questo mondo di ladri che speculano perfino sulle “mascherine” e sui migranti illegali, il ladro “vecchia maniera”, è tutelato meglio di allora!
In Bulgaria, Romania, Ucraina e altre zone povere d’Europa, non tutti possono permettersi TV, Computer, Scooter, Biciclette, automobili etc…ma i ladri ne portano dei TI.R. pieni!
Oggetti preziosi come anelli…collane…braccialetti…orecchini più i contanti prelevati dai “bancomat” scassinati e da carte di credito clonate, renderanno un po meno povere alcune nazioni.
Noi saremo obbligati a spendere per ricomprare cose nuove…aumenterà il PIL e la nazione intera ne trarrà beneficio!
Praticamente i ladri tolgono a chi ha e danno alle loro zone di provenienza…QUESTA Europa toglie a chi non ha – vedi la Grecia – per dare di più a chi non ne avrebbe bisogno…vedi – a caso – la Germania.!
Ma mio padre, aveva ragione: il ladro dovrebbe stare in galera e…il Magistrato dovrebbe decidere solo PER QUANTO TEMPO DEVE STARCI…non di mandarlo fuori!
Perfino i mafiosi sono stati messi fuori…mentre due inflessibili vigilesse hanno multato un barista reo di aver recapitato – gratis – due caffè a due poliziotti in servizio davanti al suo Bar!
Ragionando “cum granu salis” è stato punito un reato che non esiste!
Altri 400 euro di multa ad un poveraccio che -  in assoluta solitudine – girava nel bosco cercando funghi…questi sono esempi di gravi reati da perseguire ma potrei continuare!
Il concetto di reato sta cambiando perché tutti cercano solo di “far cassa”!
Il ladro…lo stupratore…l’assassino…il corrotto…lo spacciatore di droga…il mafioso… non “rendono”!   La stessa prigione è solo una spesa fissa!
E la Magistratura? ….Chiedo scusa se non ho ancora capito bene cos’è!
Guardate questo video: 

FORCHE CAUDINE


venerdì 24 aprile 2020

CONCLUSIONE: AUTO ELETTRICA

Oramai è stato detto tutto sull’argomento e il link che seguirà, sarà praticamente un riassunto di tutte le notizie che già dovreste sapere.
Mi auguro che l’esperienza che stiamo vivendo tutti, serva a qualcosa e che ci si orienti verso auto meno inquinanti, meno costose, più “risparmiose” come consumi e più affidabili come anche come protezione verso l’elettrosmog di qualsiasi natura.
La possibilità c’è e ve ne parlerò fra non molto tempo.
L’inquinamento si combatte anche usando le cose per la loro durata…non c’è bisogno di un telefonino nuovo ogni sei mesi…di cambiare auto ogni tre anni…tanto si ricicla!
Non è semplice come può sembrare perché non vi immaginate quanta aria si inquini…quante migliaia di Kw/h di energia occorrano e quante decine di tonnellate di acqua vengano contaminate per trarre qualcosa di utile da riutilizzare!
Eccezion fatta per la plastica e il vetro, l’ambiente si tutela prolungando la vita delle cose non col loro riciclo.
Dobbiamo cambiare alcune idee ormai radicate: già 40 anni fa, l’umanità consumava tutto quello che la nostra Terra riusciva a produrre…ora siamo il doppio come numero e – ognuno di noi – consuma il doppio di allora! Il Pianeta inizia a perdere colpi…le epidemie, l’inquinamento, lo stress non sono che alcuni effetti collaterali del nostro modo di vivere.
Va rivoluzionato il modo di redistribuire la ricchezza e la produttività va finalizzata a far lavorare meno le persone dando maggior spazio alle famiglie, alla lettura, ad Hobby che scarichino le tensioni facendo riaffiorare la voglia di vivere.
Fino ad ora, si è tenuto conto solo dei profitti e mai delle persone che li producono!
Spero…mi auguro che qualcuno recepisca il messaggio perché la tutela dei diritti delle persone potrà realizzarsi solo quando…non ci sarà più la necessità di Associazioni nate apposta per tutelarla.

Gian Franco Bonanni

martedì 21 aprile 2020

PIÚ DI 150 FRA MEDICI E INFERMIERI SONO MORTI!!!

Certo non si può indagare il virus ma sui colpevoli ritardi nella distribuzione dei materiali di protezione e delle apparecchiature, si potrebbe indagare…se la Magistratura lo ritenesse utile!

Non è tempo di polemiche ma non approvo questo “silenzio”…ed è per questo che voglio romperlo…voglio dir loro GRAZIE!!!

Voglio urlarlo…voglio cantarlo questo “GRAZIE” con tutta la voce che ho!

Voi rimarrete nei nostri cuori per il vostro sacrificio…molte istituzioni saranno ricordate solo per la loro dabbenaggine!
Gian Franco Bonanni



venerdì 17 aprile 2020

AUTO ELETTRICA: UNA DOMANDA A TUTTI VOI

Questo ve lo mando perché si tratta di un “documentario d’epoca” di indubbio valore!

Con auto non certo tecnologiche come le nostre…senza un seguito di assistenza tecnica…usando carburanti a volte “improvvisati” come benzina, petrolio, nafta, perfino grappa…hanno attraversato deserti, fiumi, migliaia di Km di strade sterrate con buche…non se definirli eroi o incoscienti “bambini di mezza età”!

Ma allora l’automobile era una cosa nuova…un po come lo era stato – poco tempo prima – il volo dell’uomo! L’entusiasmo era grande e qualsiasi ostacolo, andava superato!
...Guardale bene le foto nel sito di cui allego il link, …provate - con la fantasia – a identificarvi con loro!
Ah, già…la domanda!
Con quello che sapete ora sulle auto elettriche, ve la sentireste di rifare la Parigi-Pechino con un’auto elettrica???


Gian Franco Bonanni

Fonte foto: http://www.parigipechino.com/436712790


CARI LETTORI, VORREI CHIUDERE IL LUNGO CAPITOLO DELL’AUTO ELETTRICA CON ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI


Questa auto presuppone il rifacimento delle linee elettriche…l’adeguazione degli impianti elettrici e dei garages nelle abitazioni…la produzione – su vasta scala – di energia “pulita” generata da fotovoltaico o eolico…l’addestramento di Pompieri, Polizia, Carabinieri e di tutti i soccorritori in genere ad operare con estintori di nuovo tipo e MAI con acqua e una rete di assistenza tecnica altamente specializzata e diffusa in ogni nazione.   L’Italia ha un problema in più…essendo protetta dalle Alpi che frenano i venti da Nord e da Nord-Ovest, abbiamo pochissime zone adatte all’eolico.

Come vedrete dalla “cartina” pubblicata sotto, solo la Puglia, una piccola zona del Molise sono altamente produttivi…si può fare qualcosa in Calabria, Sicilia e Sardegna ma siamo ben lontani da quello che servirebbe per dare energia ad un parco macchine diffuso…con l’aggravante che la carica delle batterie è prevalentemente notturna e il vento cala di intensità proprio mentre la produzione fotovoltaica scende a zero!

Gian Franco Bonanni

Quanti impianti eolici ci sono in Italia?:

martedì 14 aprile 2020

PARLIAMO DEL “5G” …cosa ne penso io

Ho finalmente trovato un video che tratta l’argomento i modo serio, completo e comprensibile…non dico a tutti ma quasi.
Vi invito a vederlo DUE volte perché – alla prima – qualcosa può sfuggire.
-- Dopo due ascolti, mi sono fatto delle domande alle quali non ho potuto dare le risposte che avrei voluto dare!
-- Serve proprio? A mio avviso, non è indispensabile ma se – a seguito del lavaggio cerebrale che ci hanno fatto - riterremo indispensabile che gli elettrodomestici si parlino fra di loro…che il frigorifero chieda al fornitore di portarci la birra a casa ordinando alla Banca di pagarla…se l’umanità vorrà l’auto che si guidi da sola…se tutti gli adolescenti del mondo lo useranno dieci ore al giorno per scambiarsi frivolezze…etc…etc…ci sarà un “traffico dati” talmente alto che non se ne potrà fare a meno.
-- Come dovrebbe essere usato il 5G? Come una medicina pericolosa…nella giusta dose e al momento giusto, può far bene ma se si assume in dosi 30 volte superiore alla prescrizione medica, diventa letale…nel caso del 5G è stato tolto di mezzo il medico! -- Ė credibile la “campagna rassicurante fatta dagli esperti di settore” incaricati dalle compagnie telefoniche? Direi di no…Verum vinum non pecuniam: la verità è nel vino non nei soldi!
-- Cosa possiamo fare? Legalmente NULLA! Avremmo a che fare con decine di Multinazionali di Telefonia mobile più decine di multinazionali di produttori di telefonini con annessi e connessi. Col loro potere economico e facendo breccia su legislazioni discordanti, farraginose che riconoscono validi limiti di rischio dettati da loro e MAI da Medici o da Biologi, il loro esercito di Avvocati travolgerebbe qualsiasi azione legale!
-- Possiamo fare pressione sui singoli Stati al fine di rendere obbligatoria una informazione in sintonia col link che allego + emanare alcune norme come: Automobili con tetto di lamiera – che funziona da “gabbia di Faraday”- e non di plastica…passeggini per bambini dotati di retìna protettiva…schermatura della facciata delle abitazioni frontalmente esposte alle antenne…i WI-FI casalinghi, dovrebbero avere un regolatore di potenza: inutile irradiare più elettrosmog di ciò che serve! Possiamo circoscrivere il danno ma non impedire legalmente il 5Gdal momento che è stato legalmente recepito!

Gian Franco Bonanni


sabato 11 aprile 2020

Rilevazioni di radiazioni (scorrette) a Milano


Milano, il video denuncia di un cittadino: valori Volt/metro fuori dalla norma? Sembrerebbe di sì. Ma la città è deserta e non sembrano esserci immediate spiegazioni al fenomeno...
Cosa sta succedendo?

Fonte video QUI

Dalla "pallina" che è sulla sommità dello strumento, se ne deduce che si tratta di radiofrequenze nella gamma della telefonia mobile. L'antenna "tri-direzionale" è dentro la pallina! I valori del campo elettrico sono altamente a rischio quando superano i sei Volt/metro....ho visto valori che andavano da 4,.....fino a 8,....sempre Volt/metro...ovviamente la persona camminava nei pressi di torri di telefonia mobile. e una cosa simile, accade ovunque, anche ad Imola se si gira in alcuni punti della città. Ho visto la scritta "Mai più la sinistra al potere"...ovviamente in questo caso, il responsabile è di sinistra...ma Gasparri, che è di destra, ha regolamentato sull'elettrosmog "E.L.F." massacrando i ferrovieri e chi viaggia in treno...e chi abita sotto gli elettrodotti! La frase corretta sarebbe "Mai più degli incompetenti al potere" che prendono decisioni alla cazzo sulla pelle delle persone che li pagano!!!

Gian Franco Bonanni

domenica 5 aprile 2020

DOVREMMO ESSERE NOI A INTERRARE GLI ELETTRODOTTI NON GLI ELETTRODOTTI A INTERRARE NOI!!!!

In Germania l’hanno già fatto…a perdita d’occhio, nessun traliccio che un forte vento possa abbattere…nessun cavo di rame possibile da rubare…la corrente elettrica e la linea telefonica sbucano da un “pozzetto” predisposto ancor prima di fare la casa!
In molte grosse città, quando viene richiesto un controllo dell’A,R.P.A. vengono a misurare se è stata rispettata la distanza legale…NON L’ELETTROSMOG!!!
Lo sanno benissimo che c’è ma il limite di rischio fissato dal Ministro Gasparri…poi “alzato” dal Ministro Gasparri è talmente alto che la legge viene rispettata con qualsiasi valore…e la gente muore nel rispetto della legge!
Gian Franco Bonanni



venerdì 3 aprile 2020

NOTIZIA DA "IL NUOVO DIARIO MESSAGGERO"



Che in un giorno solo e col traffico automobilistico praticamente assente possa verificarsi una simile impennata del valore di inquinamento, non è strano…è impossibile!  Deve essere accaduto qualcosa che noi non sappiamo…quali ipotesi sono possibili?   Una grossa centrale elettrica a carbone col sistema di filtraggio assolutamente in avaria…o qualcosa di simile a Chernobyl…che genera sicuramente polveri ma anche radioattività. Quest’ultima, se ci fosse stata – non sarebbe stata rilevata dal sistema di misurazione dell’HERA che "vede" esclusivamente le polveri. 
Personalmente – in un mondo “civile” – vorrei che chi procura simili anomalie, informasse la comunità anche per non destare allarmismi inutili.
Gian Franco Bonanni

(Questa potrebbe essere la causa...)
Reattore nucleare autofertilizzante Shevchenko BN-350 e impianto di dissalazione situato sulle rive del mar caspio. La centrale nucleare poteva generare 150 MW di energia elettrica e allo stesso tempo fornire vapore per il funzionamento dell'associato impianto di dissalazione. Vista dell'interno della sala del reattore.



giovedì 26 marzo 2020

04) L’AUTO ELETTRICA… ENTRIAMO NELL’AUTO ?

  • Ora sapete come usare al meglio monopattini e bici elettriche…sapete come e dove ricaricare le auto e il “progresso” vi offre speciali condizioni di acquisto – anche perché non riescono a venderle.
  • Procedo dando alcune nozioni delle quali sono estremamente sicuro anche senza verifica alcuna perché rientrano nei miei studi scolastici e perché le ho verificate sul campo coi miei strumenti…andrò poi a trovare altre nozioni su siti specializzati.
  • Uno dei pericoli dell’auto elettrica sono le batterie che ha a bordo: possono arrivare a 400 Volt, e, ovviamente si tratta di “corrente continua”, molto più pericolosa della corrente alternata fornita dalla rete elettrica.
  • Bastano 60 Volt per uccidere un uomo. La pericolosità non varia in modo lineare ma “col quadrato della tensione”…a 400 Volt è quasi 44,5 volte maggiore di ciò che serve per uccidere.
  • La ditta Bosh, ha proposto un dispositivo di protezione: una serie di piccole “cariche esplosive” che si attivano in caso di incidente interrompendo i cavi di alimentazione. Teoricamente funziona ma è un ulteriore danno che va a sommarsi al danno dell’incidente.
  • Ma…se – causa la nebbia – si finisce in un fosso colmo d’acqua o se si resta bloccati in un sottopassaggio senza possibilità di uscire e l’acqua entra, il rischio è mortale! ------ L’acqua distillata è un “isolante elettrico” ma l’acqua sporca, è un “conducente” perciò bisogna spaccare un vetro e andarsene al più presto!
  • Nessuno parla di elettrosmog ma l’auto elettrica ha le stesse problematiche della motrice di un treno: un grosso motore elettrico che la spinge.
  • A un metro di distanza, è già pericoloso un frullatore da 500 W Un SUV elettrico, deve avere un motore almeno di 100 Hp, pari a 73,6 Kw, ovvero 147 volte il mio frullatore.
  • Mentre le frequenze televisive e telefoniche sono altissime - si parla sempre di Mega Bite e di Giga Bite - e si possono schermare, queste frequenze rientrano nella gamma delle “E.L.F.” (Extremely Low Frequency ) frequenze estremamente basse, e attraversano una lastra di ferro come fosse burro.
SE RICHIESTO, SONO DISPONIBILE – COL MIO STRUMENTO – A FARE CONTROLLI A BORDO DI AUTO ELETTRICHE

Informazione verificate QUI



venerdì 6 marzo 2020

03) L’AUTO ELETTRICA… INTRODUZIONE (Terza parte)



Giunti a questo punto, avremmo risolto il problema di disporre dell’energia che serve e del come portarla a casa nostra o comunque nel luogo di carica dell’auto ma… non siamo ancora pronti per comprare l’auto!
Digitate su Google: “morti per le esalazioni della batteria del monopattino elettrico” e scoprirete:
·      Morti Rosita Capurso e Luca Manzin a Milano | Ipotesi esplosione batteria monopattino
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, contro ignoti. L’appartamento è ancora sotto sequestro in attesa della relazione dei vigili del fuoco e dei carabinieri che stanno ancora effettuando accertamenti sulle cause del rogo. La batteria del monopattino elettrico potrebbe essere esplosa mentre era sotto carica. Quel che è certo è che le fiamme sono divampate all’ingresso della mansarda, ma non dal contatore elettrico. Dopo che i vigili del fuoco avevano domato le fiamme i soccorritori del 118 hanno tentato di tutto, ma il cuore di Rosita Capurso e Luca Manzin non ha ripreso a battere.
·      Digitando “temperatura critica per le batterie al litio” ottengo: “
  Le temperature ottimali fra cui fare funzionare una batteria agli ioni di litio vanno dai 20°C ai 30°C ma sono consentite anche temperature comprese fra i 40°C e i 60 °C. Maggiore è la temperatura di lavoro della cella, maggiore è il suo “rate di invecchiamento.”
·      Quello che manca, è sopratutto l’informazione… le “istruzioni per l’uso di una cosa tanto utile quanto potenzialmente molto pericolosa”.
·      Come si può spegnere una batteria al litio che prende fuoco?
Sicuramente non con l’acqua…. procuratevi un estintore ad anidride carbonica… diversamente – con una paletta di ferro, buttatela dentro un secchio di ferro e lasciate che bruci… allontanatevi per non respirare i gas che sprigiona!
·      Alcuni consigli pratici per l’uso del monopattino e delle bici elettriche.
·      Non coibentate le batterie… è vero che si riscaldano meno se sono al sole ma è altrettanto vero che si raffreddano meno all’ombra o con veicolo in movimento.
·      Le batterie si riscaldano per il passaggio della corrente al loro interno… meglio evitare la carica rapida perché le riscalda di più della carica lenta.
·      Evitate di “spremerle” fino a scarica totale e – se vi capita di doverlo fare, rimettetele subito in carica lenta.
·      Nei periodi di inattività, non abbandonate mai una batteria scarica… caricatela prima almeno fino al 50%.
·      NON eseguite mai la ricarica in ambienti chiusi - peggio ancora se abitati… evitate garage interrati… l’ideale sarebbero luoghi freschi aperti al ricambio di aria.
·      Questo vale anche per l’auto elettrica che – viste le possibili esalazioni della batteria in carica – non potrà alloggiare in garages sotterranei ma solo a livello del suolo e ben aerati.  La nuova edilizia, dovrà tener conto di queste nuove esigenze per non obbligarvi a lasciare l’auto in carica incustodita e lontano da casa.
·      L’impianto elettrico dell’abitazione inoltre, dovrà essere dimensionato per poter fornire – nel garage o comunque nel vostro posto di ricarica - l’amperaggio necessario alla ricarica e il “fornitore di energia” dovrà far arrivare – al vostro contatore – l’energia che vi serve
·      I punti di ricarica pubblici dovranno proteggere dal sole le auto in carica… da giugno ad agosto, un’auto al sole supera i 50 gradi anche a riposo… aggiungendo il riscaldamento dovuto alla carica, anche se lenta, non è difficile arrivare a 70 !
·      Ora sapete come usare al meglio monopattini e bici elettriche… per le auto, non siete ancora pronti… grazie per l’attenzione e…. alla prossima!   Segue…→

 Gian  Franco Bonanni

venerdì 28 febbraio 2020

02) L’AUTO ELETTRICA… INTRODUZIONE (Seconda parte)


Supponiamo che si compia il primo miracolo…che l’Italia riesca – da fonti rinnovabili – a produrre annualmente energia pulita senza il bisogno di 170 miliardi di barili di petrolio all’anno.

Per caricare le auto elettriche, tutta l’energia dovrà essere inviata dove serve con nuovi elettrodotti perché quelli esistenti, lavorano - già adesso - al massimo delle loro possibilità tant’è che l’uso dei condizionatori in estate, provoca non pochi problemi!

Nei nuovi elettrodotti – ogni anno - dovrà passare tutta l’energia che passa oggi…più l’energia equivalente a 174 miliardi di barili di petrolio…più il 5% perché i consumi sono in costante aumento!

Ė improponibile fare nuovi elettrodotti simili a quelli esistenti per valide ragioni.

-- Il riscaldamento globale aumenterà la velocità del vento…a 300 Km/h sarà impossibile non subire danni e interruzioni del servizio!

-- Gli elettrodotti su traliccio, mal si concordano con l’impiego di pale eoliche.

-- Ė fin troppo facile sabotare o “far saltare” un traliccio nel posto giusto per bloccare treni, fabbriche, ospedali…e tutte le auto elettriche di una zona molto ampia.

-- Ė fin troppo facile rubare il rame…migliaia di tonnellate di rame italiano sono già stati rubati, portati in Cina e riciclati in un villaggio nato apposta per questo!!!

Molte nazioni europee hanno ormai terminato la loro rete di elettrodotti interrati che – fra l’altro – costano meno, durano di più, hanno minori perdite di energia e non producono elettrosmog!

Inoltre possono essere elettronicamente monitorati all’istante metro per metro e un guasto o una intrusione sarebbero immediatamente segnalati ad un centrale operativa con precisione quasi millimetrica.

Non siamo ancora arrivati all’auto elettrica…dove la mettiamo?  Come la carichiamo?

-- Segue →


Gian Franco Bonanni

01) L’ AUTO ELETTRICA… INTRODUZIONE (prima parte)


L’argomento è talmente vasto e investe talmente tanti settori sia dell’economia che di organizzazione che non può essere trattato in un solo “post” pena la scrittura di un romanzo!

Ciò premesso, cercherò di elencare tutti i punti sensibili attinenti l’auto elettrica in modo semplice e logico al fine di presentare un quadro completo.

L’auto elettrica non inquina MENTRE VIENE USATA però deve essere ricaricata periodicamente.

Se la ricarichiamo usando energie “pulite”…eolico…fotovoltaico…termovalorizzatori…va tutto bene ma se – per caricarla – verranno usate centrali elettriche tradizionali, diventa una vera e propria presa in giro!

Non inquiniamo nel posto dove è usata per inquinare il 30% in più dove c’è la centrale elettrica! Il 30%  infatti va perduto nei cambi di tensione e negli elettrodotti.

L’Europa ha stabilito che entro l’anno 2.050, tutte le nazioni europee dovranno aver raggiunto l’autosufficienza energetica…Germania e Danimarca stanno facendo molto in tal senso…noi non ci pensiamo nemmeno!

Noi non vogliamo i termovalorizzatori…non vogliamo le pale eoliche…siamo dissuasivi riguardo il fotovoltaico (l’energia venduta a chi la gestisce, è pagata poco e in ritardo)…c’è da seguire un iter demenziale per poter fare un grosso impianto!

Dal 2.050 inizieranno a fioccare le multe dell’Europa e dovremo pagarle.

Ma quanta energia elettrica ci servirà in più?

Ci servirà una quantità di energia pari a quella generata dai carburanti che noi – OGGI – mettiamo dentro ai serbatoi delle auto, delle moto, dei camper, dei TIR, etc…etc…dei natanti…1.271.000 barili di petrolio al giorno per 365 giorni = “ Energia pulita equivalente a 170 miliardi di barili di petrolio ogni anno”!.

Supponiamo che si compia il miracolo…ma questa energia dovrà essere “portata” all’auto elettrica per poterla ricaricare… Segue →

Gian Franco Bonanni

venerdì 21 febbraio 2020

BENVENUTI NEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE COMITATO A TUTELA DEI DIRITTI

Questa è la pagina di prova che preannuncia un nostro nuovo mezzo per avvicinarci maggiormente a voi e ai vostri problemi.  Vi ringraziamo per l'attenzione.

Gian Franco Bonanni

mercoledì 19 febbraio 2020

Introduzione all’ ELETTROSMOG. Spieghiamo cos'è

In questa mia breve introduzione, intendo solamente informarvi che ci sono rischi invisibili ma non per questo, meno pericolosi di altri.
Elettrosmog in tutte sue manifestazioni…radioattività anche nelle nostre zone… telefonini e ripetitori di telefonia mobile… pericoli anche nella cucina di casa nostra.
Vi darò un minimo di informazione tecnica in modo che – chi non sa nulla dell’argomento – possa avere un’idea di cosa stiamo trattando: per approfondire, non vi resta che fare delle domande.

1) Elettrosmog ELF (Estremely low frequency)…si tratta dell’elettrosmog generato la frequenze estremamente basse, cioè i 50 Hz (hertz) della tensione di rete…la tensione che abbiamo in casa.
Cosa sono gli “Hertz”…la tensione può essere continua o alternata…le pile generano tensione continua…una pila da 6 volt, genera sempre 6 volt immutabili nel tempo.
Gli alternatori delle centrali invece generano tensione alternata: va da zero volt a un massimo positivo, ritorna a zero volt, va a un massimo negativo, ritorna a zero e…ricomincia il ciclo.