Non tutte le nuove tecnologie sono rispettose dell'uomo e dell'ambiente che a lui serve per vivere. L'Associazione Comitato a Tutela dei Diritti Imola, vuole riempire un vuoto di informazione, valutare le nuove scoperte e l'impatto che avranno sulla qualità della nostra vita, nonché eventuali rischi per la nostra salute ad esse connessi

giovedì 27 gennaio 2022

Castiglioncello. Storia di un villaggio fantasma


Ormai sono in molti a conoscere la nuova pista ciclabile che da Mordano conduce fino a Castel del Rio.
Un'opera strategica voluta e realizzata dai Comuni della Vallata del Santerno nell’intento di valorizzare al massimo la vallata incrementando il turismo, dare visibilità alle nostre bellezze naturali… e far assaporare la nostra gustosa cucina locale. Un ulteriore incremento al turismo locale – e non solo locale - potrebbe essere dato dalla ristrutturazione dell’antico "Borgo di Castiglioncello" collocato sopra Moraduccio a metà tra la regione Emilia Romagna -Toscana. La Regione Emilia-Romagna metterà una certa quantità di “fondi del 
P. R. R. R.” a disposizione dei Sindaci che intendono ristrutturare Borghi abbandonati o non sul proprio territorio. Link di riferimento
La storia di Castiglioncello. Fondata ben 1200 anni fa, si costituì come borgo fortificato grazie a Firenze che, nel '300, vi costruì un posto di frontiera tra sé e la Romagna per controllare meglio il confine. Infatti le turbolente famiglie appenniniche, come i bellicosi Ubaldini, creavano non pochi problemi.
Le origini di Castiglioncello non sono ben chiare, data la difficoltà nel reperire documenti antecedenti al 1300 che ne attestino l'esistenza. Il borgo in antichità governato dalla dinastia degli Ubaldini che controllavano tutta la valle, imponendo pedaggi e gabelle a discapito degli interessi politici ed economici dei comuni di Firenze e Bologna in forte espansione.
".Attraverso i secoli i Medici fecero erigere una torre di avvistamento che è ancora visitabile. L'importanza di Castiglioncello accrebbe verso la metà dell'800 quando un critico molto noto vi fece erigere la sua dimora, oggi chiamata Castello Pasquini, e vi ospitò molti dei pittori più famosi del movimento chiamato "I Macchiaioli”
L’inaspettata possibilità di avere finanziamenti regionali, ha fatto nascere – in un nutrito gruppo di abitanti della zona – l’idea di usarli per ristrutturare l’antico storico Borgo di Castiglioncello.
Lungo la valle del Santerno – come sospeso fra la terra e il cielo - Castiglioncello ci lascia ancora stupiti per quanto è accaduto, nel corso dei secoli, attorno a lui.
Castiglioncello… un paese abbandonato… costruito con pietre e malta, non cessa – ancora oggi - di ospitare visite e leggende... Un conto severo da saldare: spopolamento… morte… distruzione. La recente storia di Castiglioncello è solo l’epilogo di uno passato difficile che non vuole morire perché in troppi lo ricordano ancora!
Castiglioncello fu un punto nevralgico di confine tra il Gran Ducato di Toscana e quello di Bologna e contesa da ambedue proprio per la sua strategica collocazione dove… sul crinale della montagna, sopra al Santerno... passava la vecchia via Montanara che - prima dell’ottocento - era l’unica strada - a collegare Toscana ed Emilia Romagna… l’unica via di collegamento tra Nord e Sud.
Era il 24 settembre del 1777… quando un violentissimo temporale si abbattè sulla valle del Santerno. Erano circa le 16… e si era da poco conclusa la messa domenicale. Fuori... il cielo era talmente coperto che sembrava notte. Un fulmine cadde sul campanile fracassandolo… poi penetrò in Chiesa e - bucando le mura- raggiunse la Sacrestia fulminando la Perpetua mentre era intenta a portare dei vasi sull’altare... La vecchia Chiesa venne abbandonata e ne fu costruita una nuova – ancor oggi visibile – nel cuore del borgo. Ma prima del definitivo spopolamento dell’abitato… avvenuto solamente negli anni Sessanta del Novecento… Castiglioncello dovette fare i conti con altre funeste circostanze… Fatti spesso dovuti ad eventi della natura ribelle. Nel 1784 fu registrata una disastrosa piena del fiume Santerno. L’acqua distrusse tutti i mulini della zona ed i canali ruppero gli argini… Il mulino di Ferro venne “sradicato” dalla furia della corrente… scomparendo nelle acque. Il piccolo Rio nel frattempo… sfondò un poggio sottostante l’abitato di Moraduccio… creandosi un secondo corso d’acqua che si riuniva al Santerno.
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Conosco Castiglioncello fin da quando ero un giovane e spensierato ragazzo! Molte domeniche, con amici e ragazzine, si andava in auto fino a Moraduccio, si scendeva fino al fiume poi si risaliva scarpinando fino a Castiglioncello.
Ognuno col suo zainetto: avevamo “mangianastri” a batteria, le musicassette, qualche “plaid” per sedersi a terra, la merenda, qualche bibita per dissetarci, macchina fotografica e pellicole Kodac.
Lontani dal mondo e dai suoi rumori e problemi, il tempo trascorreva veloce di fronte ad un panorama talmente bello da indurre a rispettarlo… non lasciavamo nessuna traccia del nostro passaggio.
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Castiglioncello ci lascia sempre stupiti per tutto quello che è successo nel tempo attorno a lui... un paese abbandonato… costruito con pietre e malta, non smette mai di stupire. Ma soprattutto… non cessano le visite e non tacciono leggende che raccontano di spopolamento… morte... distruzione. La recente storia di Castiglioncello è solo l’epilogo di uno passato difficile. Paese di dogana era punto nevralgico di confine tra il Gran Ducato di Toscana e quello di Bologna e conteso da entrambi per la sua strategica collocazione.
Come potrebbe essere usato un borgo antico vivibile?
  • come abitazione per piccole famiglie che cercano tranquillità
  • per brevi ferie di chi vuole smaltire lo stress
  • per matrimoni o pranzi diversi dal solito
  • per visite guidate, con merenda dando anche- in omaggio- un opuscolo con la storia e le foto
  • L’A.R.I. (Associazione Radioamatori Italiani) potrebbe essere interessata ad avere una stazione ricetrasmittente nel borgo…
Io ero radioamatore come I4IBO… sono sicuro che molti radioamatori, anche da Paesi lontani, sarebbero disponibili ad essere ospiti paganti nel Borgo pur di poter spedire cartoline “QSL” che attestano i loro collegamenti con uno speciale “annullo postale” di Castiglioncello… che non ha nessuno!!! Queste sono le prime cose che mi vengono in mente ma sicuramente ce ne sono altre.

Certo c’è da fare molto e nel modo giusto ma le cose veramente difficili, non sono tante…
Scrivetemi alla MAIL: “ctdimola@libero.it”
Gian Franco Bonanni

La cascata dei briganti (Moraduccio)




giovedì 20 gennaio 2022

ACCADE IN ITALIA

Certo qualsiasi notizia di un certo interesse, oggi viene diffusa dai media… sulla carta e in TV ma avvenimenti prettamente legati ad una zona, difficilmente trovano risonanza all’estero.
Il sito internet dell’Associazione Comitato a tutela dei diritti, è visitato in molte nazioni e ritengo possa essere un buon vettore per informare il mondo di “anomalie” tipicamente italiane.
Forse qualche giornale straniero ne parlerà e la notizia rimbalzerà in Italia provocando – finalmente – qualche reazione.
I furti, gli scippi, gli scassi sono diffusi in tutto il mondo ma il furto… lo “scippo” di un appartamento o di una casa, non sono certo cosa diffusa nel mondo, fatta eccezione per l’Italia naturalmente!
Ogni martedì sera – alle 21,15 – ora italiana – sul canale italiano “RETE 4” va in onda il programma “FUORI DAL CORO”…un bravo giornalista che non si fa intimorire – Mario Giordano – tratta argomenti spesso accuratamente evitati dai suoi colleghi della carta stampata e dei telegiornali.

 

Ma come si può “rubare” una casa? Lo si può fare facilmente in due modi.
  1. Si prende la casa in affitto, si va ad abitare dentro, si cambia la serratura all’ingresso e si smette di pagare. Il proprietario non potrà più entrare ma dovrà pagare le eventuali spese di condominio, l’energia elettrica, gas e acqua nonché le tasse per l’affitto che non ha riscosso.
  2. Si aspetta l’uscita del proprietario… per lavoro… per malattia… per ferie, si forza la serratura sostituendola con una nuova e ci si chiude dentro: il proprietario resterà fuori con obbligo di pagare tutte le bollette energetiche ed eventuali spese di condominio.
Se il proprietario va a protestare, viene insultato e spesso minacciato da frasi come:
“So dove abita la tua famiglia !”….”Se ti rivedo un’altra volta sarà l’ultima!”…ed altre gentilezze di questo genere.
Il furto di case, è effettuato spesso da immigrati con reati di vario genere sulla fedina penale – e questi sono pericolosi – ma anche da italiani non bisognosi di casa! Un sindacalista abita una casa di un operaio – iscritto al suo stesso sindacato e rimasto disoccupato.
Un “pubblico ufficiale”…una donna Vigile Urbano abita una casa non sua.


Certo é che mentre l’ingiustizia è gratuita e veloce, la giustizia è lentissima, richiede mesi se non anni e molto dispendiosa senza possibilità di recupero del danno subìto.

Siamo messi così

Gli appartamenti “liberati” sono sporchi, depredati completamente, inabitabili perché non funziona nulla e nessuno paga!
Per dare un’idea di come sono gestite queste cose, citerò il consiglio dato ad un signore chiuso fuori da casa sua: “visto che la casa è grande, perché non fate un accordo per condividerla insieme?”

Gian Franco Bonanni

giovedì 13 gennaio 2022

Facili soluzioni a portata di mano

I nuovi rincari delle tariffe energetiche, evidenziano il bisogno di energia a basso prezzo e i termovalorizzatori sono la risposta più intelligente possibile.
Le discariche – tanto amate da alcuni – occupano sempre maggior spazio sottratto all’agricoltura, mettono a rischio la qualità dell’acqua e non producono nulla.
Nessuno – seduto davanti al suo computer o manipolando lo smartphone - pensa al consumo ma ora non possiamo permetterci più di sprecare nulla anche perché i consumi energetici – sempre in costante aumento- agiscono in modo massiccio sul riscaldamento globale (Vedi QUESTO link).
L’intera Umanità dovrebbe rendersi conto che abbiamo urgente bisogno di tre cose:

-- Produrre più energia “pulita” possibile.
-- Non sprecarla producendo cose inutili.
-- Non togliere altro spazio all’agricoltura e ai boschi perché le risorse ittiche mondiali sono allo stremo.

Purtroppo questa “ricetta” non è un consiglio ma un imperativo che se non rispetteremo, produrrà più danni della pandemia.
Gian Franco Bonanni

Creatore immagine Pietro Marino


giovedì 6 gennaio 2022

MANGIATE DEL PESCE… IL PESCE FA BENE!

Lo sento dire da quasi 80 anni ma il mondo cambia e non so se oggi sia ancora vero! Similmente a ciò che accade coi funghi, esistono anche pesci dannosi alla salute, tipo il pesce palla che – ad esempio – si difende iniettando una “tetrodo-tossina” centinaia di volte più letale del cianuro.

In Giappone lo mangiano, preparato da uno “Chef” addestrato solo alla sua preparazione.

La passione per il sushi aumenta ogni giorno di più diventando concettualmente la pizza del nuovo millennio e il pesce crudo è diventato un’alternativa glam allo spuntino di mezzogiorno o alla cena serale ma… fate attenzione! Per quanto sushi e sashimi siano leggeri e gustosi, possono anche presentare rischi e pericoli notevoli per la salute, se non sono freschi, se l’igiene non è perfetta e non sono cucinati e conservati nel modo migliore.

È quasi impossibile avere la matematica certezza di essere al sicuro quando si consuma pesce crudo, ma si possono scegliere solo posti conosciuti, certificati (dal passaparola, da siti di opinioni degli utenti, ecc.)

  • Un ragazzo italiano che ha lavorato come “Chef” per tre anni in un ristorante di Tokio, è ritornato in Italia e suggerisce di evitare il susci a basso costo perché un buon piatto – in un ristorante sicuro – costa 100 dollari.
  • Se si cucina il sushi in casa, congelare il pesce per almeno 4 giorni a una temperatura inferiore ai -15/-20 gradi
L’acronimo “F.A.D.” Fishing Aggregating Devices significa aggregazione dei pesci a distanza ed è un sistema illegale di pesca indiscriminata diffuso in tutto il Mediterraneo senza alcun controllo.
Link: QUI
I F. A. D. del Mediterraneo si stima siano un milione e cinquecentomila.
Guarda video QUI
Tra non più di 30, forse 40 anni, dicono gli studiosi, mari e oceani potrebbero essere popolati da più plastica che pesce. Le stime, fatte proprie anche dalle maggiori organizzazioni ambientaliste internazionali come Sea Shepherd e WWF, lasciano ben poche speranze alla fauna marina che, nonostante i ripetuti allarmi, continua ad essere depredata, distrutta sprecata senza ritegno.
Ogni anno vengono pescate nei mari del mondo oltre 80 milioni di tonnellate di pesce di cui un quarto viene ributtato in mare come scarto di minore interesse economico.
Noi consumiamo solo circa 27 milioni di tonnellate di pesce.
L'82 % circa delle riserve ittiche europee e il 63% di quelle atlantiche possono considerarsi esaurite.
La pesca del tonno è tra le più industrializzate al mondo e responsabile di gravi impatti sugli oceani.
Per pescare il tonno vengono utilizzati metodi di pesca distruttivi; infatti la pesca con i FAD, ovvero quegli oggetti galleggianti utilizzati per concentrare i pesci, causa non solo la cattura di esemplari giovani di tonno, ma di numerosi altri animali marini, tra cui specie in pericolo, come squali e tartarughe etc.

Si stima che per ogni 9 chilogrammi di tonni catturati si peschi anche 1 chilogrammo di altri “indesiderati” minacciati d’estinzione con grave danno all’ecosistema.
Mangiare pesci piccoli, pesci che non hanno ancora raggiunto l’età per la riproduzione, significa incidere sulla conservazione delle risorse ittiche.
Specie nei pesci predatori, ad esempio il tonno, si trova anche mercurio. Esistono ancora alcuni paesi (come la Cina) dove la combustione di legno e carbone è tutt'oggi molto diffusa (circa 2mila tonnellate, equivalenti al 30% delle emissioni totali annue di mercurio nell'aria).
L'assorbimento del mercurio inorganico attraverso l'apparato digerente e la pelle dipende dalla solubilità dei sali; il metilmercurio è facilmente assorbito dopo assunzione per bocca (orale). Il mercurio metallico e il metilmercurio hanno come bersaglio principale il sistema nervoso centrale e periferico, mentre i sali inorganici di mercurio sono corrosivi per occhi e pelle e, se ingeriti, hanno effetti sul sistema gastrointestinale e possono provocare danni ai reni.
L'avvelenamento improvviso e rapido (forma acuta) associato ad inalazione di elevate quantità di vapori di mercurio, si manifesta con sintomi nervosi progressivi (tremori e perdita di sensibilità) che possono portare alla morte della persona colpita.
Se, invece, sono ingerite elevate quantità di sali di mercurio, i disturbi (sintomi) che compaiono sono: coliche addominali con emorragia, effetti sull'apparato circolatorio (shock) ,polmonite interstiziale.
In ogni città di mare, vedrete un porticciolo gremito da imbarcazioni private… teoricamente dovrebbero appartenere a gente che ama il mare ma molto spesso si tratta di persone che usano il mare senza rispettarlo troppo… un esempio: mi trovavo in Slovenia quando fui invitato a pranzo da un gruppo di “amanti dl mare” italiani… mangiavano datteri di mare perché sono buoni!!! A loro non interessava dell’azione distruttiva messa in atto per averli! In silenzio, mi alzai senza pranzare, non salutai nessuno, andai alla Stazione in taxi e ritornai a casa in treno alle 4 della mattina.
Le petroliere e le piattaforme di estrazione del petrolio, fanno il resto!
Sulle coste della California, la perdita di petrolio di una piattaforma di estrazione, ha contaminato centinaia di Km di mare con petrolio!
Nessuno fa qualcosa di concreto per pulire i mari e salvare i pesci.
Sulle coste del Marocco, grossi “globi” di schiuma bianca si addensano sulla battigia perché gli scarichi a mare, non hanno il depuratore. La plastica degli oceani si frantuma e le micro particelle finiscono nel pesce anche quelle!
La costa del Cile – poco popolata, senza grosse industrie, è una delle poche zone dove il pesce può sicuramente considerarsi non contaminato e soddisfare le esigenze locali.
Allo stato attuale delle cose, mi sento di dover dire che il pesce farebbe bene se la pesca fosse sostenibile… se tutte le nazioni rispettassero certe regole… SE LA PESCA NON FOSSE DISTRUTTIVA… se gli scarichi a mare fossero tutti depurati… se si investissero risorse nella pulizia degli oceani e dei mari in genere… se etc… etc…
Perfino le grosse navi da crociera inquinano il mare e l’ambiente. Questo e ciò che si lasciano dietro


Riguardo il Mediterraneo, bisognerebbe ripulirlo dai “FAD”, punire severamente chi li installa, dare ai pescatori un manuale di comportamento in modo da limitare il pescato dando al mare il tempo di ripopolarsi… bisogna curare le sue ferite prima che diventi un “MAR MORTO”!
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L’Associazione Comitato a tutela dei diritti, si è sentita in dovere di darvi delle informazioni il più esatte possibile…e spetta solo a voi decidere l’uso che ne farete.

Gian Franco Bonanni